Re.Set #15: undici x quindici

No, non è l’ora di matematica e nemmeno avete sbagliato blog. “Quindiii?!”, direte voi. Avete ragione. Spiego: undici sta per 11 gennaio, mentre quindici sta per 15 giudici della Corte Costituzionale.

Lo so, siamo in periodo post-natalizio/capodannesco, in cui tutto è ammesso, salvo il turpiloquio politico. Mi concedo uno strappo segnalandovi questa data, che rappresenta il vero “primo dell’anno” per le istituzioni repubblicane, prima fra tutte la Corte Costituzionale.

La Consulta sarà protagonista durante l’intero mese di gennaio (il 24 è prevista l’udienza-Italicum), ma in particolar modo nel corso della giornata dell’11 gennaio.

Cosa succederà? Beh, in primo luogo si riunirà il Parlamento in seduta comune dei suoi membri per eleggere il missing judge. I giudici di Piazza del Quirinale, infatti, sono “azzoppati” da un po’ di settimane a causa delle dimissioni presentate dal giudice Frigo per motivi di salute. Andare avanti in quattordici è limitante, in quanto (come già detto nella Re.Set #13) in questi casi risulta impossibile raggiungere una maggioranza e, di conseguenza, si attribuisce peso doppio al voto del Presidente.

Il problema è che la maggioranza richiesta dalla Legge Costituzionale 2/1967 è dei 2/3 dei componenti delle Camere per i primi tre scrutini e 3/5 dal quarto scrutinio in poi. Tutto fa presagire, dunque, che l’undici gennaio il Parlamento si riunirà invano.

La maggioranza cui può fare affidamento Gentiloni è stata da lui stesso definita “poco confortevole” al Senato (un po’ meglio alla Camera). Se a ciò si aggiunge il fatto che ancora nessun nome sia stato proposto dall’area PD e che nulla sia trapelato stanze del potere più “hot”, allora si potrebbe addirittura avanzare l’ipotesi della sussistenza di una precisa volontà da parte del partito di maggioranza di far fallire il primo scrutinio, per permettere poi di ragionare sulla base delle risultanze di quest’ultimo.

Però i pronostici in politica valgono poco (2016 docet) e, di conseguenza, l’invito è a tenere comunque alta la guardia. Magari, toh, uscirà un nome giusto dopo l’Epifania, in zona Cesarini.

Altro appuntamento “consultoso” dell’11 gennaio è quello riguardante il giudizio sull’ammissibilità dei tre quesiti referendari riguardanti il Jobs Act. La CGIL ha depositato in Cassazione la bellezza di 3,3 milioni di firme e, dunque, superato ormai l’ostacolo di Piazza Cavour, si attende la decisione della Corte per capire se (e su cosa) andrà a esprimersi il popolo italiano presumibilmente tra l’aprile e il giugno del 2017.

Indiscrezioni apparse sul quotidiano La Stampa vorrebbero “in odore di inammissibilità” il quesito sull’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, in quanto manipolativo (cioè non finalizzato alla mera abrogazione di una norma, bensì alla tacita produzione di un nuovo quadro normativo attraverso un sapiente taglia-e-cuci). Oltre all’abrogazione della disciplina Renzi-Poletti, infatti, il quesito condurrebbe all’estensione del diritto di reintegro in caso di licenziamento illegittimo a tutti i lavoratori di aziende con più di 5 dipendenti (il limite originariamente previsto era di 15). Una mazzata insostenibile per le PMI secondo il giuslavorista Pietro Ichino, intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus.

Via libera, sempre secondo la “fonte informata” de La Stampa, agli altri due quesiti, riguardanti l’abolizione dei tanto discussi voucher e della disciplina che attenua la responsabilità dell’azienda appaltatrice in caso di violazioni subite dai lavoratori.

Anche qui: cautela. La “fonte informata” non è la Consulta. Possiamo attenderci di tutto. I giudici, ahiloro, dovranno trascorrere il capodanno col dossier tra le braccia. In particolar modo la relatrice Silvana Sciarra, vicina al PD che l’ha voluta alla Corte, ma inaspettatamente data tra i più “morbidi”, a differenza dei colleghi-falchi Amato e Barbera, supporters dell’inammissibilità.

Un capodanno caldo, specie alla Corte, dove di baldoria già se n’è fatta a sufficienza a Natale (cfr. Re.Set #14). Speriamo non esagerino col Dom Perignon.

Ah. Quasi dimenticavo! Grazie per essere passati a fare una visita durante questi primi mesi di vita del blog. Arrivederci al 2017. Che sia un anno pieno di soddisfazioni. Davvero.

Comments are closed.