Re.Set #11: Trump mangerà il panettone?

Trump imbarazza. E sono in molti a non volerlo, ad immaginare un gennaio con un Presidente diverso, magari donna, magari Clinton. Abbiamo già scritto dei tentativi di Larry Lessig, un ex candidato democratico che sta “facendo le pulci” al sistema elettorale americano, provando a dimostrare come esso permetta ai grandi elettori di votare per la Clinton, assecondando la volontà dei cittadini e disattendendo la prassi consolidatasi in centinaia di anni. In uno dei suoi ultimi articoli, pubblicato dal Washington Post il 25 novembre, si legge (di nuovo):

“There is an especially good reason for them (= i grandi elettori) not to nullify what the people have said – the fundamental principle of one person, one vote. We are all citizens equally. Our votes should count equally. And since nothing in our Constitution compels a decision otherwise, the electors should respect the equal vote by the people by ratifying it on Dec. 19”.

Nulla di più intellettualmente scorretto. Nessun democratico avrebbe mai puntato il dito contro il sistema elettorale se il 9 novembre la situazione fosse stata rovesciata (Clinton col “pieno” di grandi elettori e Trump vincitore del voto popolare).

Attenzione, però: oltre a Lessig c’è un altro professore, Richard Painter dell’Università del Minnesota, che pure sostiene che i grandi elettori non dovrebbero scegliere Trump. Per un motivo, questa volta, ben più grave e concreto: una palese violazione della Costituzione USA da parte del Presidente-eletto. Stiamo parlando della Emoluments Clause, una norma presente nella carta costituzionale degli Stati Uniti che recita così: “No person holding any office of profit or trust under the United States shall, without the consent of the Congress, accept of any present, emolument, office, or title, of any kind whatever, from any king, prince, or foreign state.” Per dirla breve, qualsiasi persona che ricopra un incarico pubblico deve astenersi, in assenza di autorizzazione da parte del Congresso, dall’accettare regalie da autorità di Stati esteri.

Cosa c’entra Trump con tutto ciò?

Il Washington Post lo scorso 18 novembre ha pubblicato un pezzo riguardante un discutibile soggiorno a Washington di un centinaio di diplomatici e funzionari di Stati Esteri presso un hotel di proprietà di DJT. Le autorità, a detta del WP, hanno trascorso il loro tempo nell’albergo sorseggiando “Trump-branded champagne” e visitando la favolosa megasuite da ventimila dollari a notte. Scopo del soggiorno? Entrare nelle grazie del tycoon.

Secondo Painter, quello dei diplomatici sembra essere a tutti gli effetti un regalo al neo-Presidente: anzi, IL regalo che la Costituzione vieta espressamente. Ma cosa distingue un omaggio rientrante nella Emoluments Clause da un semplice gesto di cortesia? Per il professore “anything in excess of fair market value is a gift”: ogni cosa che ecceda il normale valore di mercato rientra nel divieto. Secondo voi i diplomatici hanno scelto l’hotel di DJT perché aveva il prezzo più conveniente su Booking oppure perché oggi “conviene” soggiornare lì?

Di fronte alle telecamere della CNN, il professor Painter ha dichiarato: “Trump deve rispettare la Costituzione, nonché riconoscere il problema e affrontarlo. E se non lo farà prima del 19 dicembre, non credo che il Collegio Elettorale potrà scegliere come Presidente una persona che si ritroverebbe a violare la carta costituzionale sin dal primo giorno del suo mandato”.

Painter è un esperto di etica pubblica. Forse il massimo esperto in USA: è stato Chief Ethics Lawyer dal 2005 al 2007, durante la presidenza di George W Bush. Non proprio un novellino. Ecco: trovo che quella appena delineata sia una situazione che potrebbe intralciare il cammino di Trump verso il panettone. E a buon diritto. Un conto è fare i bambini capricciosi che prendono il sistema elettorale sotto braccio e minacciano di non voler giocare più e un conto è ritrovarsi con un Presidente “incostituzionale” già dai nastri di partenza. Invitare i grandi elettori a votare Clinton nel primo caso è una patente di situazionismo, nel secondo una patente di cittadinanza. A voi la scelta della scuola guida

Comments are closed.